detrarre interessi su rinegoziazione mutuo

MUTUI PRIMA CASA


Chi ha usufruito della rinegoziazione mutuo casa tramite la convenzione tra Abi e Ministero dell' Economia del 2008, in piena crisi dei mutui, potrà ora non solo detrarre fiscalmente gli interessi passivi del mutuo prima casa, ma anche quelli del conto accessorio attivato con la rinegoziazione del mutuo: così ha stabilito l' Agenzia delle Entrate.





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Facciamo un passo indietro; la convenzione tra Abi e Ministero per rendere possibile la rinegoziazione mutui si rese necessaria quando la crisi portò ad un rialzo dei tassi mutui: i titolari di mutui variabili si trovarono all' epoca valori dell' Euribor intorno oltre al 4%, il che portava il taeg dei loro finanziamenti sopra il 5,5%; si rese quindi necessaria la convenzione per consentire a molti di uscire da una situazione ormai insostenibile.

Si decise così di poter consentire la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile in mutui a tasso fisso, più favorevoli, con una rata di importo inferiore; la differenza tra la rata originaria e quella della rinegoziazione mutuo viene accumulata su un conto di finanziamento accessorio, che risulta essere un ulteriore debito del cliente a favore della banca, produttivo di interessi (il vataggio di tale operazione consiste nell' allungamento del piano di ammortamento e nel blocco ai tassi di interesse ad un livello inferiore).

L'Agenzia delle Entrate ha così dichiarato: «Sono detraibili, pertanto, gli interessi passivi relativi all’acquisto, alla costruzione ed alla ristrutturazione dell’abitazione principale risultanti dal piano di ammortamento del mutuo originario, indipendentemente dalla circostanza che siano corrisposti mediante il conto corrente accessorio nonché quelli derivanti dal conto corrente accessorio, nel limite dell’importo di euro quattromila previsto dalla legge».

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